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Io da quando ho visto Slumdog Millionaire ho problemi a chiamare il call center della 3 inglese. Il call center della 3 inglese e’ interamente spostato in india, non ci trovi un accento diverso nemmeno per sbaglio. Se hai fortuna, capisci. Se hai strafortuna, capiscono te. E comunque e’ tutto allucinant-surreale , ma questo l’ho gia’ detto (e ridetto)

Il punto e’ che da dopo Slumdog Millionaire ogni volta che li chiamo sono sospesa tra l’incazzatura base da chiamata al call center (non mi capiscono, mi propongono assurdita’) e l’empatia totale smisurata da post esperienza cinematografica (ma immaginati quel call center in india, avranno anche i cartellini delle vie londinesi come nel film?).

E’ surreale al cubo, passo dall’incazzatura da consumatore alla risata ebete e empatica. Oggi il tizio quando ha visto che ero italiana non mi mollava piu’, stavo facendo io a lui il call center della LonelyPLanna. Ah, perche’ l’Italia mi piace un sacco, la gente e’ cosi simpatica (..). Tempo altri tre secondi e mi toccava dargli il calciomercato.

Insomma secondo me il tizio del film ha fatto una buona azione. O quantomeno  la 3 dovrebbe dargli dei soldi, che almeno a me viene piu’ naturale essere gentile coi colzentarai*indiani. (*tamas ormai questa parola me la son presa)

Per le Anne gli xmen sono il fumetto piu’ bello del mondo, perche’ se gia’ nell’uomo ragno c’era il tema del supereroe con le paure, le debolezze e le paranoie umane – grandi poteri uguale grandi responsabilita’-  negli xmen tutto questo e’ moltiplicato e amplificato per il numero infinito di personaggi. Una psicocollettivita’ multipla. Per me se Omero ci fosse oggi scriverebbe gli xmen, altro che Achille pie’ veloce e aurora ditarosate.

E partendo da questa constazione personale che  gli xmen sono la versione contemporanea del poema epico,  i film non mi hanno finora mai deluso (solo, averi voluto Jean Grey piu’ rossa di capelli). L’ultimo su Wolverine e’ proprio bello per gli amanti del fumetto, come la sottoscritta, ma anche per quelli che non lo sono,  dice il signor Hobbes. Per le fanciulle che non sono ne’ amanti del fumetto ne’ di ambientazioni un po’ fantaeroiche fantastiche, c’e’ da dire che Hugh Jackman e’ un gran bel vedere anche di per se’.

Se un giorno vinco il superenalotto mi metto seriamente a collezionare album degli xmen e fare il dizionario dei supereroi e delle loro paranoie.

Non e’ il film dell’anno, ma io lo dico sempre a Fede che se puo’ inveccchiare come nonno Clint e’ meglio.

Il film e’ da vedere per la sua interpretazione, soprattutto.

Dunque, ieri sera si è colmato un mio deficit storico, e si è visto The Shining.

Dunque, Jack Nicholson è superlativo, e da giovane era pure davvero un bell’uomo. E il bimbetto era una meraviglia, tanto più quando mi sono letta che Kubrick per non scioccarlo non gli aveva raccontato davvero nulla della storia che stava interpretando (che pensava di interpretare? Bah?). Comunque il bimbetto è sopravvisuto al film e fa il professore di biologia in Missouri, dice imdb.

Dunque, forse a febbraio devo fare un salto in colorado, ma non pensiamoci ora.

La cosa che volevo sentire che ne pensava il mondo è la seguente. A me ha urtato la scena in cui il tizio “immaginario” (il signor  Brady?) libera Jack Nicholson dalla dispensa. Perchè a primo acchito mi pare che tutto quello che succede nel film sia verosimile, ovvero almeno compatibile con il fatto che tutti i personaggi soffrono di gran allucinazioni e instabilità a fiotti e autolesionismo spinto (il bimbo)  e che  quello che si vede di “sovranaturale” sia immaginario. Tranne quella scena, che oltrepassa barriere fisiche.

So che è una menata superflua, però  mi chiedevo se qualcun altro aveva idee o ragguagli in materia.

Poi, ho da dire che Jack chelancia palline da tennis per la sala e scrive pagine inutili rappresenta il non plus ultra della procrastination da studente di dottorato e da lavoro creativo in generale.

(e comunque, lode e gloria al signor Kubrick, che la settimana scorsa si era visto I am a legend e va beh il confronto non è nemmeno lontanamente cocepibile)

L’essenziale

Per casi belli della vita mi trovo a lavorare a Londra ma a stare quasi tutto il resto del tempo a Parigi. E ho scoperto che dal tunnel della Manica non si vedono i pesciolini di fuori. Poi magari mi viene in mente altro.

Di me medesima

Anna cinguetta

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