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Lo scorso weekend e’ stato talmente British che ci mancava solo il Sunday Roast e potrei scriverne per giorni. Tanto appunto questa settimana diluvia, quindi vi scrivo a sfinimento del weekend scorso.
Per esempio, siamo stati a Wimbledon. Ora diciamoci una cosa: Wimbledon in se’ e’ come Seveso Altopiano , un paesello alla periferia della prima campagna- ora periferia inoltrata di Londra – che un circolo di tennis ha portato alle luci della ribalta. Conseguenza: prendendo a caso un autobus fino a Wimbledon centro non trovate nulla se non una strada piena di tutti i negozi che fanno Civiltà Inglese Moderna: Next, Eat, Boots, Tesco, Coffe Republic, Nero, Starbucks, KFC, Waitrose chi più ne ha più ne metta. Menzione a parte per il centro commerciale che si chiama Centre Court. Se invece voi come noi cercavate Wimbledon alla Clerici Tommasi dovete gguardare una cartina e vedere che l’All England Lawn Tennis and Croquet Club sta in un angolo a nord ovest del centro di Wimbledon (20 mins walk). Li’ appunto c’e’ Wimbledon village dove invece andate a sbattere contro Belvedere square, Belvedere garden, Belvedere close indice che siete in un area da ricconi di campagna. Finito quello il filo spinato e le luci piantate. Come prova il documento uno.
Riassunto dei giorni precedenti: ho provato con mano che a Milano e’ ancora novembre e ho ricevuto la visita del primo blogfriend (definizione di blogfriend: persona conosciuta tramite il blog, anche se nel caso di Davide meriterebbe tutta una storia a parte). L’ evento e’ stato talmente memorabile che e’ sceso uno scroscio di pioggia che Fantozzi manco se lo immaginava. Dopo l’uso delle scarpe in borsa rischio di sviluppare tendenze favorevoli alle galosce da pioggia. Ma ne riparliamo.
Adesso invece rischiate di non vedermi per un po’, che entrando in libreria ho incontrato un libro in cui rischio di perdermi per giorni e giorni: Nassim Nichols Taleb – The Black Swan. Questo mi sa che in Italiano non c’e’ ancora, ma lui e’ l’autore di Giocati dal caso che a sua volta e’ un libro da applausi scena aperta, per me.










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