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Questa riflessione mi accompagna da direi addirittura settimane. Che facebook i primi tempi lo ritenevo la roba più stupida e inutile del web. Poi, poi non lo so cosa è successo ma tra l’abitudine, l’effetto network, il più recente effetto traduzione italiana che crea valanghe di nuovi arrivi, la ripulita grafica che si è dato ultimamente, alla fine il faccialibro è entrato di prepotenza nelle abitudini delle Anne.
Di bello per me ha che permette di mandare messaggi qua è là uno gratis due senza dover cercare l’ultimo indirizzo mail conosciuto di tizio e caio, tre possibilmente senza che ti arrivino in mezzo alle mail di lavoro, quattro che ci ho ritrovato gente che vi dico, non solo buona parte della mia squadra di basket ma una per tutte la mia prima compagna di banco delle elementari che ora ha una bimba e diventa la mia prima amica coetanea che non posso ar finta di non sapere che ha una bimba (..). Cinque, ammettiamolo, anche e soprattutto nello stare così lontani, il pettegolezzo di piazza assurge ad esigenza.
Però ciò non mi distoglie dal pensare che passare tempo sul faccialibro invece che qua sia Male, come quando accendi la televisione per vedere quello che capita e finisci su un film senza contenuto da cui non ti stacchi, invece che accenderla per vedere qualcosa che hai scelto di vedere.
E non credo le cose si possano integrare, tipo postare attraverso facebok non mi piace e non mi dice nulla.
Quindi. Meno faccialibro, più blogopalla. Un autoraccomandazione, più che altro.
p.s. Ma voi bloggatori che vi so anche sul faccialibro, che ne pensate?
Mi spiace. Il martedì è il giorno del corso di francese, e oggi vi risparmio le preposizioni di luogo. Però oggi è successa una cosa che, a suo modo, segna un qualcosa. Oggi Pierre il professeur de francais ci ha messo su un video dove si mostravano parti di Parigi, quelle più turistiche con un briciolo di commento, nulla che.
Oggi però per la prima volta guardando immagini di Parigi ho sentito dentro come se stesse mostrando casa mia, lo stesso misto di orgoglio e affetto. Mi sono auto-stupita, vi devo dire.
Però Londra mi piace sempre assai.
Però in breve si giunge a Trieste, che la Barcolana va celebrata. C’è casa e casa e casa.
Accidenti. Mi sa che ho un blocco da blogger. Mi fate delle domande che vi rispondo? Mi date dei titoli da sviluppare?
Comunque nel frattempo vi aggiorno su qualche punto:
1. Abbiamo firmato il contratto per un appartamento a Parigi. O meglio Fede l’ha firmato, che io per la Francia non esisto. Ci trasferiamo fra un mesetto.
2. Il coinquilino londoner e’ sempre sotto osservazione, probabilmente settimana prossima ci tocca una tavola rotonda riunione di famiglia da flatmates tipo quelle che succedevano in casa Keaton
3. Sono alla terza lezione di un corso di francese, a Londra, sono al livello in cui posso essere pedantissima e pensatissima tipo come ti chiami dove abiti quale’ il tuo numero di telefono come stai come va che macchina hai
4. Sette giorni alla settimana di 24 ore non mi bastano
5. Come vedete da tempo ho eliminato gli abstract e un paio di cose piu’ mirate agli amici in Italia, che, come da teorema 1 del bloggare si sono gia’ dimenticati dell’esistenza di sto blog se non della sottoscritta. Per cui ci ho ricompattato dentro tutto, il prima il dopo ilpoi.
C’est la vie (vie, sostantivo signolare). La vie. Ma vie, ta vie, sa vie, votre vie. Credo
Dopo una settimana sono qua a chiedermi come mi sento e se mi piace stare qui e che su questo blog vorrei scrivere cose diverse da come mi sento io e allora perche’ adesso non mi viene. E credo dipenda dal fatto che le cose nuove sono milioni, e il sistema annico ha bisogno dell’89% delle risorse solo per svolgere le attivita’ base che mi portano a fine giornata a indossare la mascherina antiluce. (Si anche a me fa ridicolo indossare quella cosa ma altrimenti alle 5.30 con il sole che mi entra dalla finestra sono completamente sveglia.)
Non so come faccia l’inglese medio normale, soprattutto ora che e’ piena primavera e qua c’e’ luce fino alle nove almeno e appunto la mattina dalle 5 o quasi. Quindi nella necessita’ di aggiornare tutte le anne alle nuove abitudini tutti i giorni sembrano molto intensi, e a dire il vero mi sembra di stare qua da un sacco altro che una settimana sola .
Di stare qua da un sacco e di starci anche bene, dire. Mi pare un buon segno, insomma.
Un giorno poi credo mi verrr’ naturale anche raccontarvi cosa mi sta intorno.









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