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Sto firmando un armistizio con la Francia. La scelta di stabilirmici mi sta facendo scattare quell’istinto di sopravvivenza curioso che e’ senz’altro una delle mie doti migliori. Senza di quello non avrei mai scoperto il meraviglioso cibo bulgaro puntando il dito a caso sul meno cirilico, per esempio.

Per dire, uno dei miei crucci e’ la baguette. Che – va bene – e’ un’istituzione, vedere tutta sta gente che  la brandisce come un’arma e i codici di status che passano da una tipologia all’altra (cioe’ se prendi quella base  da 80 centesimi allora ti spetta solo il foglietto da girarci attorno, se invce prendi la tradition da 1,05 allora c’e’ il sacchettino etc etc). E le panetterie sono posti molto belli, come in Italia, E posso anche ammettere che in se’ e’ buona. Pero’ non e’ pane da tutti i giorni. E’ troppo morbida, e’ troppo dolce, e’ troppo gommosa. E  prendendone una finisci per finirla ed e’ troppa, mentre mezza e’ troppo poco per due persone(lo so son difficile).  Oggi pero’ ho scoperto che in una panetteria  qua dietro c’e’ il petit pain, cioe’ ciabattine da 30 centisimi. Il sapore non e’ tanto diverso dalla baguette, ma almeno la forma mi piace di piu, mi dice pane. (c’era anche un fantomatico pain italien, che era davvero triste pero’)

E’ un armistizio complicato, capitemi. Pero’ sono sulla buona strada, ho persino scoperto l’esistenza del croissant ordinaire, che -facciamo che mi fido – e’ meno grasso e burroso del croissant au beurre.

Come facciano i francesi a non essere tutti grassissimi nonostante il burro che  si vede a occhio nudo nelle vetrine, e’ mistero.

Se dovessi decidere oggi, nel mio Stato ideale dall’Inghilterra importerei:  il Guardian, la BBC, il giornalismo in genere, i parchi, il saper far la coda, il please, l’architettura Georgiana (*),il fish and chips, i Clash, Cambridge, tutti i pub,    e le Poste Reali.

Le poste reali cioe’ la Royal Mail sono abbacinanti. Le cose a momenti arrivano ancora prima di ordinarle, roba che ti aspetti che siano state sempre nascoste li’ dietro l’angolo senza che tu lo sapessi. Le lettere si spostano alla velocita’ della luce (almeno a Londra). Prima di Natale, le Poste Reali hanno scritto a tutti Tutti TUTTI avvisando per l’amor del cielo che se volevamo spedire biglietti di Natale per l’Inghilterra stando sicuri che arrivassero entro Natale, che allora avessimo la gentilezza di imbucarli al limite il pomeriggio del 19 dicembre. Del 19 dicembre, capite? (e c’era in mezzo un weekend) Roba che se ci penso in Italia gli auguri si spedivano verso il 5/6 dicembre, sperando che arrivassero in tempo. ( e poi il fatto che abbiano scritto..)

Poi l’altro giorno e’  successo questo. Che quello stordito dell’agenzia immobiliare ci ha spedito la copia dell’affitto con un francobollo sbagliato, nel senso che mancavano 40 centesimi. Allora la lettera non ci e’ arrivata, ma ci e’ arrivato un cartoncino che diceva che il mittente non aveva pagato abbastanza, e che quindi dovevamo pagare noi i 40 centesimi piu’ un pound di  commissioni se volevamo la lettera (e gia’ questo..  a qualcuno e’ mai capitato in italia?).

Qua arriva la parte per me ultraterrena.  Per pagare i 1,4£ potevamo andare online, senza dover sciropparci la coda in posta (e senza pagare un centesimo in piu’) (che solo in tialia per fare operazioni online irrazionalmente paghi). Quindi pagammo, intorno alle 21.30, online.

E il sublime e’ che il giorno dopo la lettera incriminata e’ arrivata con il resto della posta, quidni presumibilmente in mattinata.

altro che M.I.6 (i serivizi segreti di James Bond), io farei un film sulle Poste Reali.

(*) la Georgian architecture e’ quella che noi chiamiamo Vittoriana o sono due cose diverse?

Di fronte agli articoli che squillano il ritardo delll’Italia nelle faccende ‘online io tipicamente sbadiglio. Un po’ perche’ al pc ci sto attaccatta vita natural durante e cosi’ la maggiorparte delle persone che frequento, indi non percepisco grossa differenza.

Nelle ultime settimane pero’ mi sono un po’ ricreduta.

Per esempio, sabato volevo comunque finire di pensare ai regali di natale ma ero talmente rintronata dal raffreddore che a girare  per negozi parevo un automa stordito e senza volonta’. Infine, dopo abbiocco tardopomeridiano, improvvisamente colpita dalla fiamma della  saggezza da disperazione , mi sono chiesta se Mark’s&Spencer’s avesse un negozio online.  Mezz’ora dopocena ecco i regali di natale presi e in spedizione.  Oggi uno di questi e’ gia’ arrivato a casa. Le settimane prima lo stesso su altri due siti, regali arrivati in meno di una settimana.

In Italia, non avrei nemmeno mai pensato di farlo, sopratutto gia’ nella seconda settimaan di dicembre. Peraltro, la Rinascente non ha un negozio online. Harrod’s si’.  Peraltro, Amazon in Itallia non pensa nemmeno di aprire, mentre c’e’ in Uk, Francia, Germania.

Sara’ la posta (che a Londra ci ha scritto in ogni casa per dirci che se vogliamo essere sicuri di spedire posta che arrivi entro il 25dic dobbiamo spedireentro il 19 sera, da noi figurati…), sara’ il consumatore italiano diffidente in generale e terrorizzato dal pagamento online, sara’ che da noi non si possono lasciare pacchetti fuori casa, sara’ che i nostri negozi non ci trasmettono grande fiducia e customer care e return policy, sara’ una combinanzione lineare complessa di tutte ste cose, chi lo sa. Ma la distanza forte c’e', sta nel fatto che quanti di voi considerano seriamente l’alternativa online per lo shopping, escluso facciamo ebay?  Quanti dei negozi che frequentate dal vivo hanno uno store online?

Insomma, mi sa che non e’ tanto la possibilita’ di comprare online se proprio si vuole, ma il fatto di considerarla un’alternativa a pari dignita’ delle altre. Quello da noi manca proprio…

( beninteso: non che non sia bello girare per negozi, eh..;) )

Sul come si diventa nel 2000 e passa un emigrato italiano d.o.c, su questo ci faremo un post lungherrimo in seguito o magari un trattato in rima. Per il momento, chiedo aiuto a tutti voi che all’estero ci siete stati, ci vivete, ci avete parenti, amici e conoscenti.

Ma fuori dall’Italia l’appretto (cioe’ lo stira e ammira) proprio non esiste?

Noi sia a Parigi che a Londra non lo si ‘e visto, e lo si continua a importare dal suolo patrio insieme al parmigiano buono, il salame buono e affini. Negli USA ammetto di non averlo neppure mai cercato.

La cosa, peraltro mi inquieta un attimo. Che si scopra che, altro che doc e doc,  l’appretto e’ il prodotto italiano per eccellenza??

Cerco disperatamente tracce di appretto all’estero.

Mettere a confronto il Guardian (quotidiano britannico, dichiarato a sinistra, facciamo un po’ tipo Repubblica)  con uno qualsiasi dei nostri giornali è un’operazione triste e patetica, un po’ come far gareggiare in schiacciate un giocatore nba e puffo quattrocchi.

Se ogni tanto prendete l’abitudine di  guardare il sito del guardiano potreste scoprire cose che da noi sono impensabili, come che gli articoli online sono diversi e più approfonditi di spacci di agenzia, che citano e linkano fonti, che sopratuttto riassumono, spiegano, contestualizzano, approfittano delle potenzialità dell’essere online, addirittura che sono interessanti e non scontati. Uno shock, ve lo giuro, leggere il guardian e poi aprire i nostri siti* Di questo vorrei scrivevi di più e magari lo farò. E adesso mi vergogno un attimo  di portarvi come esempio proprio questo, con tutti i begli articoli di economia che c’erano fino alla settimana scorsa, ma l’occasione è ghiotta. Questa sono le pagine del Guardian sul delitto di Perugia, per me è la prima volta che leggo una storia coerente e riassunta e sobria, e con uno sforzo di mettere tutto insieme e spigare chi è chi (vedere box a destra).

* il downside è che il guardian tende a non mettere in prima pagina le foto dei servizi di biancheria intima di Victoria’s Secret, che tanto importanti sono per le notizie globali della nostra repubblica

Mi spiace. Il martedì è il giorno del corso di francese, e oggi vi risparmio le preposizioni di luogo. Però oggi è successa una cosa che, a suo modo, segna un qualcosa. Oggi Pierre il professeur de francais ci ha messo su un video dove si mostravano parti di Parigi, quelle più turistiche con un briciolo di commento, nulla che.

Oggi però per la prima volta guardando immagini di Parigi ho sentito dentro come se stesse mostrando casa mia, lo stesso misto di orgoglio e affetto. Mi sono auto-stupita, vi devo dire.

Però Londra mi piace sempre assai.

Però in breve si giunge a Trieste, che la Barcolana va celebrata. C’è casa e casa e casa.

Bella l’Inghilterra, Verde l’Inghilterra, Civile l’Inghilterra.

Resta da capire come possano esser sopravvissuti secoli (e tuttora) senza pane che sia pane, prosciutto San Daniele e gelato che meriti questo nome. 

oh, Signora Mia.

L’essenziale

Per casi belli della vita mi trovo a lavorare a Londra ma a stare quasi tutto il resto del tempo a Parigi. E ho scoperto che dal tunnel della Manica non si vedono i pesciolini di fuori. Poi magari mi viene in mente altro.

Di me medesima

Anna cinguetta

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