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Per le Anne gli xmen sono il fumetto piu’ bello del mondo, perche’ se gia’ nell’uomo ragno c’era il tema del supereroe con le paure, le debolezze e le paranoie umane – grandi poteri uguale grandi responsabilita’- negli xmen tutto questo e’ moltiplicato e amplificato per il numero infinito di personaggi. Una psicocollettivita’ multipla. Per me se Omero ci fosse oggi scriverebbe gli xmen, altro che Achille pie’ veloce e aurora ditarosate.
E partendo da questa constazione personale che gli xmen sono la versione contemporanea del poema epico, i film non mi hanno finora mai deluso (solo, averi voluto Jean Grey piu’ rossa di capelli). L’ultimo su Wolverine e’ proprio bello per gli amanti del fumetto, come la sottoscritta, ma anche per quelli che non lo sono, dice il signor Hobbes. Per le fanciulle che non sono ne’ amanti del fumetto ne’ di ambientazioni un po’ fantaeroiche fantastiche, c’e’ da dire che Hugh Jackman e’ un gran bel vedere anche di per se’.
Se un giorno vinco il superenalotto mi metto seriamente a collezionare album degli xmen e fare il dizionario dei supereroi e delle loro paranoie.
Stavolta ho fatto apposta a stare silente fino ad oggi, perche’ volevo mettere vicine vicine le due news, che sono indubbiamente vicine vicine anche se prese meno insieme di quello che puo’ sembrare, e qua appaiono proprio nell’ordine in cui sono state prese, prima una e poi l’altra, e anche la seconda ora e’ comunicata quindi non piu’ segreta. Che poi chiamare questa che vado a dirvi oggi decisione e’ una parola grossa perche’ per prendere le decisioni bisogna avere le occasioni per prenderle, e le occasioni a volte vanno cercate e volte capitano e a volte non sai se te la sei cercata o e’ un regalo del destino.
Ok la pianto e ve lo dico.
Da Settembre staro’ in pianta stabile a Parigi visto che mi hanno offerto un posto di lavoro, sempre in universita’, ma stavolta si va in aula davvero e sulle cose che voglio io. E si insegna in inglese, non temete. Sono contenta anche se l’organizzazione mi e’ un po’ sconosciuta e quindi forse piu’ rischiosa, ma mi ha fatto una bella impressione e sono contenta di contribuire a creare un posto nuovo. Sopratutto anche se ancora non so se dovro’ ricambiare il nome al blog visto che non si pendolera’ piu’ tra sopra e sotto la manica. Si accettano suggerimenti.
Insomma proveremo a vivere questa Francia finora abbastanza sconosciuta visto che mi intrupperanno seriamente a prendere lezioni di Francese e finalmente potro’ trasferire tutta la mia vita in un posto solo e mi tocchera’ confrontarmici. Intanto per portarmi avanti ho fatto domanda per l’abbonamento annuale del Velib, le biciclottole a noleggio comunale. Poi si cerca un posto dove fare yoga.
Londra rimane uno dei posti piu’ meravigliosi da vivere che conosco, e non e’ che proprio muoio dalla gioia al pensiero di abbandonarla. Pero’ al momento non si viveva ne’ la cultura francese ne’ quella inglese ma quella delle sale d’attesa eurostar. Insomma, pendolare e’ bene ma perseverare e’ troppo.
(Fino a luglio si pendola, comunque)
Esperienza un briciolo surreale e’ provare un abito da sposa. La prima reazione allo specchio del negozietto londinese e’ stata la sindrome Moby Dick. Ne’ violini che suonano, ne’ lacrime che premono, ma la lampante sensazione di essere avvolta come un cetaceo in un inspiegabile e carissimo drappo informe di stoffa pallida (le amiche ggiovani sul divanetto invece emettevano acuti in vocali e sgranavano gli occhi ggiovani, a riprova che realta’ e’ una e tante). Poi la tizia mi raccolse i capelli a mo di ananas, mi caccio’ una coroncina in testa e anche un velo improbabile che stava in verticale, mettendo la parola fine ad un suo qualsivoglia profitto. Nel negozio successivo mi hanno incartato in un robo bellissimo dove oltre a me nello strascico potevano starci anche biancaneve i sette nani e tutte le belle figlie di madama dore’, che forse dico e’ per questo che gli inglesi lo strascico lo chiamano train. Alla fine di tutto mi chiedevo se si ha una predispozione naturale a vedersi e emozionarsi dentro un abito da sposa o no. E’ che temo che da bimba una mica si figura di doverselo cercare, quel drappo di stoffa pallida, ma che appaia magicamente addosso.
Mentre qua l’unica cosa che magicamente e’ apparsa e’ Magnolia, che senza di lei saremmo ancora punto e a capo e che io per ora e per un po’ non vi posso raccontare tutto tutto tutto per ora capitemi ma giusto per confermare per l’ennesima volta che la blogopoalla e’ un gran posto eh. Se mai ne abbiate dubbio, io ormai ne posso dir tante.
(E adesso voi non fate quella faccia, li’, dai, in un modo come un altro prima o poi dovevo dirvelo, e giustificare la latitanza, no)
(e ricordatevi che il groom to be implacabile ci spia quindi ogni dettaglio del vestito non e’ neppure lontanamente ispirato a persone cose e fatti reali o verosimili o di questo mondo )
Se non ho gia’ scritto 420mila post in favore della BBC in tutte le sue forme e manifestazioni e’ solo per vergogna di doverla implicitamente confrontare .
Quando capisco cosa dicono e’ sconvolgente come i programmi della BBC siano sempre sempre interessanti anche se ti raccontano la storia delle rane gallesi in estinzione per l’eccessiva umidita’.
Per esempio, ora e’ iniziato questo programma che io se traducessero la BBC in Italiano ci darei di tasca mia eh. Anzi io inizierei una petizione per chiedere al governo inglese di tradurre la BBC in italiano. Del resto gli do dei soldi pure io.
Ah, spero che lo sappiate, che sulla BBC non c’e’ pubblicita’ perche’ e’ servizio pubblico.
Porca miseria, io son fiera di pagare le tasse a questi qua.
Il programma di cui mi sono innamorata ieri, credo che ci sia un tizio che ogni settimana lo posti su you tube qua. Il programma e’ Newswipe. Qui la prima puntata prima parte, seconda parte terza parte.
L’accento e il lessico sono a tratti ostici ma il programma merita. Dovrebbe essere una satirica versione delle news settimanali. Temi di questa settimana la recessione e i teenager che fanno stragi a scuola.
Sono finita per lavoro (anche se non so bene che ci sono venuta a fare) a Lancaster (nord UK), anzi periferia di Lancaster, in un albergo curioso carino e confortevole, dove le receptioniste dicono up e customer (intendo proprio Up e cUstomer, non ap e castomer), dove i bagni delle donne si chiamano stanze per incipriarci (ladies powder room),e nelle camere oltre a internet gratis (oh che bravi) c’e’ un cagnolino di peluche a tenere compagnia. Sopratutto, dentro al bagno in camera c’e’ l’impianto audio percui prima mi sono fatta un lungo bagno caldo ascoltandomi una specie di mtv britannica che avevo accesa sulla televisione di la’.
Quindi non compatitemi se ho saltato bellamente la cena di suddetto lavoro per starmene tranquilla con Sam (il cane) , la connessione, il lettone grande e il bagno stereofonico. Quasi quasi dopo crepi l’avarizia mi faccio portare su fish and chips.
(Per me che tre giorni a settimana dormo su un divano letto questo e’ circa paradiso )
Adesso mi faccio la cioccolata.
C’e’ stato un momento nel tempo passato in cui Fede non era Lui ma un tizio alto e dalla voce forte con cui saltuariamente ci si scambiavano tartarughe saltellanti su Messenger, tartarughe che saltellavano tra Londra dove stava lui e il Minnesota dove stavo io.
In quel periodo c’e’ stato un momento a cui a lui avevano proposto un lavoro interessante e instabile e probabilmente sottopagato in Colorado, non troppo lontano da dove mi trovo ora. Lui non accetto’.
Pero’ non so, in questa mattina in cui il sole sta iniziando ad accarezzare le montagne mi viene da pensare che in una traiettoria alternativa ci si sarebbe trovati anche qua, con la Minnecar ad esplorare queste vallate piene di neve, e cavalli , (e ogni tanto cartelli che suggeriscono di non dare passaggi agli autostoppisti, che il carcere e’ giusto dietro l’angolo).
Se dovessi decidere oggi, nel mio Stato ideale dall’Inghilterra importerei: il Guardian, la BBC, il giornalismo in genere, i parchi, il saper far la coda, il please, l’architettura Georgiana (*),il fish and chips, i Clash, Cambridge, tutti i pub, e le Poste Reali.
Le poste reali cioe’ la Royal Mail sono abbacinanti. Le cose a momenti arrivano ancora prima di ordinarle, roba che ti aspetti che siano state sempre nascoste li’ dietro l’angolo senza che tu lo sapessi. Le lettere si spostano alla velocita’ della luce (almeno a Londra). Prima di Natale, le Poste Reali hanno scritto a tutti Tutti TUTTI avvisando per l’amor del cielo che se volevamo spedire biglietti di Natale per l’Inghilterra stando sicuri che arrivassero entro Natale, che allora avessimo la gentilezza di imbucarli al limite il pomeriggio del 19 dicembre. Del 19 dicembre, capite? (e c’era in mezzo un weekend) Roba che se ci penso in Italia gli auguri si spedivano verso il 5/6 dicembre, sperando che arrivassero in tempo. ( e poi il fatto che abbiano scritto..)
Poi l’altro giorno e’ successo questo. Che quello stordito dell’agenzia immobiliare ci ha spedito la copia dell’affitto con un francobollo sbagliato, nel senso che mancavano 40 centesimi. Allora la lettera non ci e’ arrivata, ma ci e’ arrivato un cartoncino che diceva che il mittente non aveva pagato abbastanza, e che quindi dovevamo pagare noi i 40 centesimi piu’ un pound di commissioni se volevamo la lettera (e gia’ questo.. a qualcuno e’ mai capitato in italia?).
Qua arriva la parte per me ultraterrena. Per pagare i 1,4£ potevamo andare online, senza dover sciropparci la coda in posta (e senza pagare un centesimo in piu’) (che solo in tialia per fare operazioni online irrazionalmente paghi). Quindi pagammo, intorno alle 21.30, online.
E il sublime e’ che il giorno dopo la lettera incriminata e’ arrivata con il resto della posta, quidni presumibilmente in mattinata.
altro che M.I.6 (i serivizi segreti di James Bond), io farei un film sulle Poste Reali.
(*) la Georgian architecture e’ quella che noi chiamiamo Vittoriana o sono due cose diverse?
Oggi (anzi ieri) la colonnina p orno soft di Repubblica riportava c’era questa foto di una volpe di fronte a Downing Street . Prima di rimanerci scioccati va detto che per qualche strana ragione a Londra gli animali esistono. Nei parchi e spesso per giardini si vedono scoiattoli, oltre che papere di ogni ordine e grado, pellicani (st james park), cigni e altra fauna paludosa#. Gli scoiattoli che no sono scemi di notte si avventurano in giro, e io ogni tanto dalla finestra li vedo che ravanano nella spazzatura. La magicaVale si imbatte’ in un tasso. Poi ci sono le volpi, che un mio collega dice di incontrare correndo lungo il tamigi in zona hammersmith, cioe’ ancora centrale. Anche Ian mi diceva che dalla maisonette (il mio vecchio appartamento) di notte si sentiva una volpe. E io gli dicevo che non avevo mai visto o sentito una volpe e lui ci rimaneva sorpreso ( si narra che le volpi abbiamo voci stridule che ricordano le urla di un bimbo), e io gli dicevo ma come faccio ad avere mai visto una volpe avendo sempre abitato in una citta’ (Milano), e lui mi diceva , ma guarda che qua siamo a Londra, cara, mica in mezzo alla campagna.
Morale: io non so cosa abbiamo fatto di male agli animali in Italia. In ogni caso domani ci torno e ci resto fino alla befana. Se qualcuno ha a portata di mano una volpe vado anche a trovarlo che son curiosa di sentirla parlare
# poi va beh, si va a Richmond park e ci sono le mandrie di cervi, ma quello e’ un po’ estremo
poi va beh, l volpe era un po’ stordita, condivido
Visto che la destinataria del regalo non sa ancora leggere, penso di poterlo scrivere. Ieri ho dato vita a un orso.
In varie parti di Londra, tra cui dentro Hamleys in Regent’s Street, c’e’ questo negozio che fa gli orsetti modulari. Ovvero, tu prendi l’involucro dell’orsetto di pezza (involucro perchè tu lo prendi vuoto, che non ha dentro pezza) e poi vai dalla riempitrice di orsi, una tipa che con una macchinona riempie l’orsetto di pezza, poi te lo cuce e te lo da’, pronto. A quel punto puoi comprare accessori per vestirlo finchè non hai finito lo stipendio. Il negozio è questo qua.
Per una volta non facciamo i cinici…. Tu arrivi lì con l’orsetto vuoto e inanimato, la tizia della macchinona in realtà fa spingere a te (pure a me…) il pedale che fa entrare la pezza dentro l’orsetto, e poi prima di cucirlo ti fa prendere un cuore di pezza e inserirlo nell’orsetto. Poi lo cuce e ti restituisce l’orsetto, bello paciocco e dunque vivo. Io, che ve lo dico a fare,… mi sono emozionata, sono certa che se fossi ancora bimba ci avrei lasciato il cuore.
(costo: da un minimo di 8 pound per l’orsetto base “nudo” a un massimo di whatever a seconda di come volete vestirlo, e delle scapine e magari la borsetta e gli occhialini… there’s marketing in that, of course, ma io ho visto pure poesia)
(no lo ribadisco ancor auna volta niente peluche per me, perfavore basta. ho autosoddisfatto ogni mio desiderio con l’orsetta per la nipotina acquisita . e poi sopratutto c’è Mary, che è un bufalo scozzese di peluche che sta con me a Londra ed è già visibilmente gelosa)
(e cercando il link ho visto che c’è anche gli usa il make a bear.com, ma mi raccomando: qua “bear” detto alla british con la a che non si sente e la e un po’ lunga tipo belato di pecora e la solita r felpata ma un po’ meno del solito)
Ieri sera ad Hyde Park il signor Adam Duritz (i.e. cantante dei Counting Crows) mi ha cantato Thunder Road dello zio Bruce.
Ok, *mi* e’ un ‘aggiunta mia.









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