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Abbiamo creato un Precedente qua Sotto La Manica. E probabilmente alzato la reputazione dell’uomo italico.

Con buona pace dell’utopia del Mercato Unico Europeo, se uso il mio bancomat inglese in Francia, ogni spesa di qualsiasi entità mi ci caricano sopra 1,25 pound di commissione. Se voglio usare quello italiano, spesso non funziona, perchè il chip della carta non è compatibile (ripetete con me: mercato unico …mercato unico …. mercato unico?).  Potrei usare solo contanti, ma lo trovo scomodo  e antico (tenete conto che già ho il portafoglio in pound), e per molte cosa qua è necessaria una carta, tipo per prendere le bici a noleggio. E comunque se prelevo, 2 euro di commissione pulite pulite.

Potrei aprire un conto in un banca francese, visto che alla fine qua ci sto sempre ma, ammesso che lo possa aprire  senza avere un’impiego e un contratto d’affitto a mio nome, i nostri cugini che tanto ci somigliano propongono conti correnti basic ad almeno circa 15 euro al mese come in italia (in UK come USA zero al mese). Allora quasi convengono le commissioni.

Si è convenuto dunque che la soluzione piu’ conveniente (una ventina di euro l’anno contro comunque gli zero di uk) era quella avere una carta bancomat a mio nome sul conto di Fede, dove poi io trasferisco fondi.

Dunque, Fede si reca in banca, a chiedere questa cosa (e miracolo, si può fare)

Fede mi racconta e io vi chiedo di immaginare il viso molto stupito, e io mi figuro pure ammirato, della sportellista, di fronte a lui che chiede di aprire una carta bancomat sul suo conto principale, ma intestata alla sua ragazza. Non faccio fatica a vedermi la scena, in cui lui viene avvolto da un alone angelicato e portato come esempio al prossimo.

Conseguenze: Uno, per le banche francesi, io faccio la mantenuta. Due, comunque, d’ora in poi controllerò per bene la corrispondenza della banca, per intercettare eventuali missive romantiche delle sportelliste …

Adesso che ho scritto e persino quasi elogiato pubblicamente Fede, non ho piu’ scuse. Via con le valigie, che domani ci sposta nell casa nuova…

Premettiamo: non il mio.

Che adesso, bimbi belli, basta sta deriva naturalistica da parchi e verde e benessere e aria buona, ricordiamoci che London  e’ essenzialmente una metropoli piena di negozi e possibilita’ di svuotarsi il portafogli. E poi ora ci sono i saldi, anzi sales come si dice qua.

Quindi sabato scorso sfruttando il weekend da single eccoci io e C., amica italiana in periodo londinese, perlustrare centimetro per centimetro tutti i negozi di Regent Street. Perlustrazione per lo meno accurata se consideriamo che ci abbiamo messo 3 ore e mezza e vari stop alle casse per completare gli 800 metri regolamentari (fonte Google map).

Sono dunque abbastanza documentata per riportarvi questa *verita’ assoluta*: le inglesi non sono come noi. Drammatica scoperta. La donna anglofona, come  cosi’ almeno si percepisce da chi prova a vestirle, rientra per definizione in un di queste categorie:

1- E’ piatta come una tavola da surf e magrissima, praticamente un ragazzino

2- Ha un seno abbondante ma il classico stomaco e ventre da mastro birraio-passo tutte le serate al pub.

Solo questi due tipi fisici, accomunati dall’assenza di una qualsivoglia parvenza di punto vita  riusciranno ad indossare con disinvoltura i classici top e camisoles che vanno qui: esempio 1, esempio 2. Fidatevi, donne mediterranee tutte: anche se paiono belle indossate dalla inglesina o dall’inglesotta sull’autobus una volta indossate da voi queste magliette uccideranno il vostro portamento in caso abbiate delle belle spalle,  e/o vi faranno sembrare nella migliore delle ipotesi incinte di quattro mesi.

Che poi voi potreste anche dirmi che la moda inglese fa un po’ ribrezzo, tutta un po’ informe colorata e confettosa, ma dopo mesi qua ci si inzia  a prendere gusto, sabato ero tentata da un vestito fatto cosi’ (fonte: mango) che poi per’ dovete spiegarmi dove ci vado se voi non mi organizzate garden party a spron battuto. Insomma trovare qualcosa che stia bene e’ difficilino (pero’ ae’ carino no? visto in foto e’ meno inquietante, svolazzante e confettoso che dal vivo,though). L’orrore e’ che anche zara si adatta al gusto locale e propina quella specie di vesti senza forme ne’ volume che stanno bene solo se volete incurvavi e nascondervi o se siete Giselle Bundchen che tanto chi vi guarda come siete vestite

Quindi, un minuto di silenzio per la scomparsa del punto vita al di qua della manica.

However, vi porto la lieta e scontata novella: e’ comunque davvero difficile tornare a casa a mani vuote. quindi vale la pena.

L’essenziale

Per casi belli della vita mi trovo a lavorare a Londra ma a stare quasi tutto il resto del tempo a Parigi. E ho scoperto che dal tunnel della Manica non si vedono i pesciolini di fuori. Poi magari mi viene in mente altro.

Di me medesima

Anna cinguetta

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