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Il problema con il nostro coinquilino londinese purosangue (che si noti, non è il mitico I. con cui ho condiviso il primo temporaneo alloggio da maggio a luglio, i commenti sulle code di wimbledon, e a cui voi tutti siete affezionati).., dicevo il problema con il londinese doc pare sia il disagio del non comprendere.

Ed è, pensandoci, tutto sommato curioso e comprensibile (anche se il modo con cui l’ha comunicato si merita la predica che non gli ancora fatto).

Perchè io ormai a non comprendere quello che mi succede intorno ci sono abitutata, non mi disturba. Voglio dire, nè in Bulgaria,  nè tantomento in Francia capisco sempre perfettamente le persone quando parlano, tanto meno le conversazioni di sfuggita  e anche qua se due autoctoni parlano tra loro è molto probabile che mi perda qualcosa o tutto del senso o delle implicazioni. E magari sono miei colleghi che parlano nella scrivania di fronte alla mia. Però ormai non ci faccio neppure caso. Anzi, mi stupisce di più in Italia rendermi  conto che capisco alla perfezioni le conversazioni dei passanti e non  converso solo coi miei pensieri ed è tutto più rumoroso. E credo sia un modo di sentire diffuso, se capita di vivere o lavorare in ambienti mulilingua (che voi ditemi anche vabbeh ma impegnati a imparare meglio l’inglese e il francese, ma in ufficio sto tra un danese, una belga e un’indiana, che posso fa quando telefonano a casa?)

Quando invece questa esperienza non l’hai mai avuta, e, aggravante, fai culturalmente parte di una base linguistica dominante, posso capire che possa mettere genuinamente a  disagio come cosa piuttosto esotica, essere in camera tua e non poter farti un idea di che cosa parlino i tuoi coinquilini nella stanza di fianco. Che, voglia il cielo, parlano volenetieri inglese ogni qualvolta nella medesima stanza con non italiani, ma di grazia li si lasci la libertà di parlare italiano se tu londoner hai deciso di stare in camer a tua a porta chiusa (e non accetto molto volentieri la tesi di chi mi dice sarebbe comunque cortese parlare sempre inglese, che siamo qua a lavorare e non a fare un corso di inglese, non è che dobbiamo essere educati all’idioma, abbiamo già dato).

Però è curioso, e tutto sommato ci credo in buona fede, che se tu sei abituato a comprendere il mondo che anglofilo si adatta a te, di contro ti metta genuinamente a disaggio accettare di non poter comprendere tutto. Sono un po’ da educare questi anglofoni.Credo sia salutare, abituarsi a non comprendere.

Inquilino, nel medio periodo, cercasi.

I. ve lo dovete immaginare come un inglese molto tipico, una via di mezzo tra Harry Potter e uno degli Oasis fratelli Gallagher, con quel giusto equilibrio tra essere un gran bravo ragazzo responsabile che fa campagne per il fair trade totale globale e a volte trovarlo che dorme stordito alle 7 di sera perchè ha esagerato al pub.

I. devo dire che se non avesse K. che ormai da sort of a girlfriend in questo mese e mezzo è diventata girlfriend vera, io voi fanciulle single vi inviterei tutte a trovarmi, perchè è un ragazzo interessante e gentile.

I e K che ogni volta che sono in casa io li rincorrerei con il registratore per registrare i loro accenti da inglesi purosangue e ripetermi le frasi di notte, che lei fa pure la logopedista e ogni volta che parla mi sembra che la mia cassetta del libro delle medie abbia preso vita.

I. che è una dei motivi per cui ambientarsi a Londra e’ stato facile. perchè poi trovi a casa lui che ti spiega dove si trova il best fish and chips e che vuol dire G&T (gin and tonic, of course).

I. che poi tanto normale non e’, perche’ se ne è stato due anni in Africa ad insegnare inglese e fra poco se ne va da Londra per tornare a studiare e fare il prof di liceo. E lì cambierò casa anche io ma questa e’ un’altra storia.

I che la cosa e’ divertente è che quando ho detto che dividevo l’appartamento con lui tutti dall’Italia e solo dall’Italia mi chiedevano ‘ma cosa dice Fede che vivi con un uomo?’. E io a dirlo sinceramente, mi trovo meglio a dividere casa con un uomo che con una donna, e per qualche stupido implicito culturale trovo che dovrebbe sembrare naturale a tutti, che mi sento piu’ sicura e tranquilla così che a dividere casa con una ragazza. Ma ovviamente la cosa non vale al contrario, che se Fede dividesse casa con una fanciulla, lei verrebbe sguardoincenerita in tre nanosecondi.

La simmetria, del resto, e’ una qualità del tutto sopravvalutata.

Appendice.

Mi sono dimenticata di scriverlo nelle frasi prima ma il titolo si riferisce al fatto che I. possiede una copia del cucchiaio d’argento, il ricettario italiano, tradotta in inglese. Credo saranno in 10 in tutta l’Inghilterra.

E va beh, dai, ovvio che Fede non l’ha incenerito e non si e’ agitato. Del resto, poi, mica me l’avrebbe detto.

L’essenziale

Per casi belli della vita mi trovo a lavorare a Londra ma a stare quasi tutto il resto del tempo a Parigi. E ho scoperto che dal tunnel della Manica non si vedono i pesciolini di fuori. Poi magari mi viene in mente altro.

Di me medesima

Anna cinguetta

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