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Cari,

nell’assenza è cambiato molto nel mondo delle Anne.

Nuovo stato europeo – ogni cosa è solo Francia ora.

Nuovo stato civile – sono Madame Hobbes, da poco poco.

Nuovo stato lavorativo – e sono sopravvisuta al primo mese e mezzo, felicemente.

E nuovo stato bloggoso

- ma questo l’avete voluto voi, da tradizione più volte ripetuta

La pausa ci voleva per non croniscrivere i cambiamenti ma viverli. Stare tre mesi senza quasi interagire con la blogopalla è servito a cercare di riprendere un po’ di voce, e rifocalizzare. Che le Anne sono un po’ così, a volte vanno su di giri, fondono, si disperdono e poi hanno bisogno di silenzio. Di ricercarsi. Poi spesso si ritrovano. Insomma, ci siamo ritrovate qua, in Francia e sposate, che è un inizio e una ripresa.

Benvenuti, cioè aggiornate i link che qua non si scrive più (se riesco a farmi convincere da blogspot)


Nobody feels any pain
Tonight as I stand inside the rain
Everybody knows
That baby’s got new clothes
But lately I’ve seen that her ribbon and her bows
Have fallen from her curls
(Bob Dylan- Just like a woman)

Della mia prof di Italiano delle medie io conservo un grosso rispetto. Lei si commuoveva ai miei temi di tredicenne ma soprattutto ci diceva che non importava cosa sceglissimo di fare, ma che ci credessimo. Lei ci diceva: vuoi smettere di studiare e vuoi farel meccanico? Benissimo, ma sii il meccanico con più passione al mondo, mettici tutto quello che hai. (era stata fulminata da Buscaglia, lei, e ce lo passava)

Lei ci diceva che nella vita si ha tenere un quadernino a due colonne, dove in una ci si mettono i fatti più salienti del mondo di fuori, e nell’altra quella del mondo nostro. Che- diceva- puoi a riguardarlo dopo anni è proprio la Storia quella che si vede.

Tipo: 14/04/08: terzo governo Berlusconi – 19/04/08 Lascio l’Italia senza idea di tornarci a breve.

Vederci la Storia è troppo, perchè in questa baraonda di spostamenti di cose, di notti insonni perchè il nervosismo sale, di notti in cui dormo  per sognare sogno caccia americani intorno alla torre di londra, di letture nella mente di australiani con appartamenti che chissaà se mi vogliono subaffittare, di giornate in cui penso devo ricordarmi di prendere l’areo sabato quasi quasi metto la sveglia, dello psiconano avverto davvero poco e mi dispiace. E’ un po’ come se fossi anestetizzata, per ora.

Voleva essere un post più lungo, ma ho davvero sonno e non mi ricordo più bene che volessi dire. A domani, anzi a più tardi.

Non è che ho accumulato un guardaroba troppo vasto


- dicono le Anne in perenne migrazione agonistica tra i loro affetti, in perenne conflitto con le dimensioni e il peso dei bagagli, e ora per giunta alle prese con l’imminente, indeterminato, logisticamente impervio trasloco -

Era fatto apposta per ad essere diviso su cinque armadi diversi

Se ne esco viva, ci scrivo un libro e ne faccio consulenza

Che quando arrivano i cambiamenti bisogna cavalcarli. E quindi anche per sfiducia preventiva nei parrucchieri londinesi e fede perpetua nella mia fatina parrucchiera, addio alla chioma fiammante. Lo so che voi non mi vedete, ma qua si marca nientemeno che l’evoluzione delle Anne, signori miei.

(fenice resta il mio idolo, però, che gli idoli non si cambiano)

Allora. Chi mi conosce un po’ sa che non tollero granchè il blog diario e mi infastidisco io per prima quando bene o male finisco per farlo. E poi voi non siete il genere di persone che apprezzate quel genere di blog. Però di Londra l’ho detto perchè era troppo grande perchè riuscissi a vederlo dall’alto e tenerlo nascosto o giocarci intorno ( e poi perchè state attenti che fra un po’ uso il blog come spece di garage sale: chi vuole un portacenere bulgaro?). Quindi adesso scindo un paio di anne vi rispondo a tutte le domande possibili ed immaginabili così poi cambio discorso almeno un po’ – o almeno prospettiva.

A chi non ama i blog diari, si fermi pure qua.

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Mi spiegate voi se, quando e come ve lo dovrei dire che fra meno di tre mesi mi trasferisco a Londra per lavorare là?

(ps. questo post non doveva essere pubblicato perchè c’era già il precendente ma o siamo stordite noi o il demone del blog mi si è emozionato ed è andato in crisi pure lui) (e mo’ che c’è, va tenuto)

L’avete vista questa notizia, del sindaco di Londra che tassa pesantemente in SUV in centro?

Che bello. Ecco, io ora vado a lavorare là piuttosto che qua dove invece succede questo.

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Well I could keep it above
But then it wouldn’t be sky anymore
So if I send it to you you’ve got to promise to keep it whole

 

Buy the sky and sell the sky and lift your arms up to the sky
And ask the sky and ask the sky

 

Don’t fall on me

Fall on me – R.E.M

 

(è che da sempre voglio fare un post sui REM ma – anche oggi – non mi viene)

( e qua lo you tube della canzone)

Voi avete tutti ragione. Il qui presente template è alquanto pacchiano e a tratti fastidioso alla vista.

Ciò nonostante, una cosa che la cultura anglosassone ha da insegnarci è questa: celebrate achievements, facciamo in modo di festeggiare i traguardi raggiunti. Invece che immusonirci o pensare a quanto ancora c’è da fare e alle incertezze vaganti. Diamoci una pacca sulla spalla. Invece che roderci su inevitabili pizzicori alle dita, cose che si potevano fare meglio e sassolini nelle scarpe. Fermiamoci e sorridiamo e festeggiamo.

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Dai su, mi sono svegliata con la voglia di cambiare la foto qua sopra perché mi era apparsa nel dormiveglia questa fatta in nel (!) Maine due anni fa poco più di un anno fa (ma come cavolo sto??). Dove il numero di cassette della posta era del tutto esagerato per il numero di case nei dintorni. Poi da cosa nasce cosa e ci siamo rinverdite . E abbiamo spostato la colonnina a destra. Niente prese di posizione, ma vi confesso che da una decina di giorni anche la riga nei capelli ha tendenza a spostarsi. A noi capita. Mai e poi mai andare contro la propria chioma, crediamo.

(non sono sicura mi faccia impazzire sto template e forse ho fatto una cavolata a cambiarlo, ma per ora facciamo che non me ne occupo)

L’essenziale

Per casi belli della vita mi trovo a lavorare a Londra ma a stare quasi tutto il resto del tempo a Parigi. E ho scoperto che dal tunnel della Manica non si vedono i pesciolini di fuori. Poi magari mi viene in mente altro.

Di me medesima

Anna cinguetta

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