You are currently browsing the tag archive for the 'autoreferenzialitàSpicciola' tag.

La prima riflessione da fine periodo e’ sulla riscoperta delle parole.

Parlando e spesso pensando in un’altra lingua capita di tornare all’italiano in maniera differente, o magari di arrivarci tramite connessioni straniere strane e finire per chiamare le cose in modo diverso dal solito.

L’esperienza lavorativa a Londra non e’ stata per nulla piacevole. Per un’insieme di ragioni, per un’insieme di persone, quel classico insieme di circostanze per cui, anche se sarebbe facile,  non puoi onestamente e lucidamente ascrivere la colpa ad una persona sola. Ci puo’ stare che sia anche colpa mia, probabilmente ho sbagliato ad accettare questo lavoro che sto lasciando, ma in un’ultima analisi penso che ci siano colpe innegabili di un altro insieme di persone. E quando ho detto che sai che c’e’ me ne vado, tutti o quasi a chiedermi scusa, hai ragione, effettivamente.

(perche’ premettiamo io sono contentissima del ricongiugimento famigliare e di andare a Parigi, ma sono furente per come sono andate le cose a Londra. Non avrei voluto decidere di andarmene  ora)

E li’ ho capito il significato della parola soddisfazione. Quella che viene usata nei film sull’ottocento, quando qualcuno lancia il guanto, afferra l’arma e dice “voglio soddisfazione!!”.

Non avevo mai capito che cosa si intendesse per soddisfazione in quel contesto. Adesso lo so. Perche’ non me ne frega niente delle scuse, del mi dispiace, del grazie per, etc etc. Vorrei avere adesso ed in un colpo solo la soddisfazione che mi e’ stata negata, la piena restituzione del torto subito, dell’anno professionalmente buttato via. Come non e’ possibile, che temo il fioretto sia fuorilegge. Ma  le scuse non bastano proprio, restano in superficie.

Si capisce, sono in pausa da motivazione blogghica. Aspettando che torni, please datemi una mano a decidere sta cosa.

Poi ovviamente faro’ come mi gira, ma al momento sono indecisa.

Il punto e’: che faccio di ’sto blog quando fra tre settimane lascio Londra e non pendolo piu? Per tradizione le Anne quando cambiano indirizzo cambiano blog (minneanna , myselves, nellamanica), ma ammettiamo pure di sentire il richiamo di una maggiore stabilita’ blogghica. Ma dove? Cambio? Resto qua? Torno al passato? Passo a blogger? Smetto? Any hint is welcome. Adesso  provo a far partire il sondaggio, anche se in realta’ non so come funziona e se appare in quest post o uno dopo. Partecipate numerosi, o miei lettori gruppo di autoaiuto ingiustamente trascurati.

Ci sono cari, eh, va tutto abbastanza bene. Solo che quest’abbandono di Londra e del lavoro qua mi sta un po’ emotivamente prosciugando, per ragioni alcune ovvie e altre che ancora son da sentimentare. E’ appunto un periodo un po’ cosi, in cui si ha da assorbire cose prima di poterle risputare su tastiera.

Me ne duolgo come mio solito, credendo a chi mi diceva che quando non scrivo vuol dire che non sto bene, o che per star bene devo scrivere, non ricordo piu’ di preciso. Io per precisione star bene ho bisogno di scrivere, fare yoga, andare dal parrucchiere una volta alla settimana e magari pure  dall’estetista. E la palestra. Sono un po’ ad alto mantenimento, ne convengo. E in questo ultimo anno ho fatto poco di tutto, tiriamo insieme le conclusioni.

Insomma, si sta qua, si sedimenta e si cerca di riposare, che forse c’e’ di buono che ho imparato a riconoscere quando la tensione si accumula, e a limitare i contatti con il mondo finche non scumula. Attendiamo che scumuli, sedimentiamo e riposiamo.

‘notte

Visto che sarà una settimana lunga e mobile sono ancora a Parigi, dove quella che dovrebbe essere la mia scrivania giace sotto scartoffie, inutilizzata fino a che non mi dotero’ della mia sedia magica ergonomica (una volgare e più economica imitazione della mitica), che con quella attuale non mi ci trovo. La mia scrivania dunque per il momento pendola tra  cucina e soggiorno a seconda di task e ispirazione (concentrazione in cucina, relax e cose noiose in salotto). Che poi la postaizone in salotto è in realtà la postazione prediletta di Mr. Hobbes (chiamatelo scemo), che io usurpo mentre lui è in ufficio. Ma a me, per strane ragioni ataviche contadine, piace lavorare nel bianco cucina.

DSC_00032

DSC_00035#1

Che se NonSiSaMai chiede, noi si risponde.

(grazie Ikea e Parigi, per tutto cio’ che appare nelle foto)

Stavolta ho fatto apposta a stare silente fino ad oggi, perche’ volevo mettere vicine vicine le due news, che sono indubbiamente vicine vicine anche se prese meno insieme di quello che puo’ sembrare, e qua appaiono proprio nell’ordine in cui sono state prese, prima una e poi l’altra, e anche la seconda ora e’ comunicata quindi non piu’ segreta. Che poi chiamare questa che vado a dirvi oggi decisione e’ una parola grossa perche’ per prendere le decisioni bisogna avere le occasioni per prenderle, e le occasioni a volte vanno cercate e volte capitano e a volte non sai se te la sei cercata o e’ un regalo del destino.

Ok la pianto e ve lo dico.

Da Settembre staro’ in pianta stabile a Parigi visto che mi hanno offerto un posto di lavoro, sempre in universita’, ma stavolta si va in aula davvero e sulle cose che voglio io. E si insegna in inglese, non temete. Sono contenta anche se l’organizzazione mi e’ un po’ sconosciuta e quindi forse piu’ rischiosa, ma mi ha fatto una bella impressione e sono contenta di contribuire a creare un posto nuovo. Sopratutto anche se ancora non so se dovro’ ricambiare il nome al blog visto che non si pendolera’ piu’ tra sopra e sotto la manica. Si accettano suggerimenti.

Insomma proveremo a vivere questa Francia finora abbastanza sconosciuta visto che mi intrupperanno seriamente a prendere lezioni di Francese e finalmente potro’ trasferire tutta la mia vita in un posto solo e mi tocchera’ confrontarmici. Intanto per portarmi avanti ho fatto domanda per l’abbonamento annuale del Velib, le biciclottole a noleggio comunale. Poi si cerca un posto dove fare yoga.

Londra rimane uno dei posti piu’ meravigliosi da vivere che conosco, e non e’ che proprio muoio dalla gioia al pensiero di abbandonarla. Pero’ al momento non si viveva ne’ la cultura francese ne’ quella inglese ma quella delle sale d’attesa eurostar. Insomma, pendolare e’ bene ma perseverare e’ troppo.

(Fino a luglio si pendola, comunque)

Esperienza un briciolo surreale e’ provare un abito da sposa. La prima reazione allo specchio del negozietto londinese e’ stata la sindrome Moby Dick. Ne’ violini che suonano, ne’ lacrime che premono, ma la lampante sensazione di essere avvolta come un cetaceo in un inspiegabile e carissimo drappo informe di stoffa pallida (le amiche ggiovani sul divanetto invece emettevano acuti in vocali e sgranavano gli occhi ggiovani, a riprova che realta’ e’ una e tante). Poi la tizia mi raccolse  i capelli a mo di ananas, mi caccio’ una coroncina in testa e anche un velo improbabile che stava in verticale, mettendo la parola fine ad un suo qualsivoglia profitto. Nel negozio successivo mi hanno incartato in un robo bellissimo dove oltre a me nello strascico potevano starci anche biancaneve i sette nani e tutte le belle figlie di madama dore’, che forse dico e’ per questo che gli inglesi lo strascico lo chiamano train. Alla fine di tutto mi chiedevo se si ha una predispozione naturale a vedersi e emozionarsi dentro un abito da sposa o no. E’ che temo che da bimba una mica si figura di doverselo cercare, quel drappo di stoffa pallida, ma che appaia magicamente addosso.

Mentre qua l’unica cosa che magicamente e’ apparsa e’ Magnolia, che senza di lei saremmo ancora punto e a capo e che io per ora e per un po’ non vi posso raccontare tutto tutto tutto per ora capitemi ma giusto per confermare per l’ennesima volta che la blogopoalla e’ un gran posto eh. Se mai ne abbiate dubbio, io ormai ne posso dir tante.

(E adesso voi non fate quella faccia, li’, dai, in un modo come un altro prima o poi dovevo dirvelo, e giustificare la latitanza, no)

(e ricordatevi che il groom to be implacabile ci spia quindi ogni dettaglio del vestito non e’ neppure lontanamente ispirato a persone cose e fatti reali o verosimili o di questo mondo )

Come sempre, appena toccato il suolo italico compongo mentalmente il post definitivo sull’italianita’, il ritorno, i rapporti sociali, la Vita, il Tutto.

Come sempre non faccio in tempo a raggiungere la tastiera che il Post Perfetto sbiadisce di fronte a cibi, telefonate, incombenze, perigrinaggi vari, uso intensivo dele ferrovie nord,  aperitivi, fox crime, meno intenso uso del pc.

Quindi io mi porto avanti e vi auguro un buon Natale e anche un meraviglioso 2009, in caso non riappaia prima. In caso voi aspettiate da me mail  o telefonate, io vi abbraccio tutti, e prima o poi rispondero’/chiamero’, ma nel frattempo e in generale, vi abbraccio proprio tutti. Voi pensatemi un po’, deh, che ne bisogno.

E se conoscete qualcuno che nonostante la buona volonta’ non e’ mai stato in grado di stare in piedi su di un paio di sci, vi prego, tacete.

Della mia prof di Italiano delle medie io conservo un grosso rispetto. Lei si commuoveva ai miei temi di tredicenne ma soprattutto ci diceva che non importava cosa sceglissimo di fare, ma che ci credessimo. Lei ci diceva: vuoi smettere di studiare e vuoi farel meccanico? Benissimo, ma sii il meccanico con più passione al mondo, mettici tutto quello che hai. (era stata fulminata da Buscaglia, lei, e ce lo passava)

Lei ci diceva che nella vita si ha tenere un quadernino a due colonne, dove in una ci si mettono i fatti più salienti del mondo di fuori, e nell’altra quella del mondo nostro. Che- diceva- puoi a riguardarlo dopo anni è proprio la Storia quella che si vede.

Tipo: 14/04/08: terzo governo Berlusconi – 19/04/08 Lascio l’Italia senza idea di tornarci a breve.

Vederci la Storia è troppo, perchè in questa baraonda di spostamenti di cose, di notti insonni perchè il nervosismo sale, di notti in cui dormo  per sognare sogno caccia americani intorno alla torre di londra, di letture nella mente di australiani con appartamenti che chissaà se mi vogliono subaffittare, di giornate in cui penso devo ricordarmi di prendere l’areo sabato quasi quasi metto la sveglia, dello psiconano avverto davvero poco e mi dispiace. E’ un po’ come se fossi anestetizzata, per ora.

Voleva essere un post più lungo, ma ho davvero sonno e non mi ricordo più bene che volessi dire. A domani, anzi a più tardi.

Per la cronaca. Ho finito tutte le ennesime possibili discussioni della tesi di dottorato. Call me doctor, please. (che in italiano mica è chiaro che sono, dottore alla seconda?)

Lesson learned di oggi, come fare la discussione perfetta. Secondo me applicabile anche a lauree, progetti importanti lavorativi e non. Procedimento: essere nel mezzo di un trasloco, nello sclero completo per la ricerca casa, nel delirio da iperdosaggio enogastronomico da abbandono italia, nella correlata instabilità emotiva da saluti. Non sono mai stata così rilassata e sicura e convicente. Avevo semplicemente i neuroni intasati, la mente altrove e tanta fretta di far altro.

Dunque. Anne, PhD. Se tornassi indietro non lo rifarei. Ma quando mi venite a trovare a Londra festeggiamo.

Allora. Chi mi conosce un po’ sa che non tollero granchè il blog diario e mi infastidisco io per prima quando bene o male finisco per farlo. E poi voi non siete il genere di persone che apprezzate quel genere di blog. Però di Londra l’ho detto perchè era troppo grande perchè riuscissi a vederlo dall’alto e tenerlo nascosto o giocarci intorno ( e poi perchè state attenti che fra un po’ uso il blog come spece di garage sale: chi vuole un portacenere bulgaro?). Quindi adesso scindo un paio di anne vi rispondo a tutte le domande possibili ed immaginabili così poi cambio discorso almeno un po’ – o almeno prospettiva.

A chi non ama i blog diari, si fermi pure qua.

Read the rest of this entry »

L’essenziale

Per casi belli della vita mi trovo a lavorare a Londra ma a stare quasi tutto il resto del tempo a Parigi. E ho scoperto che dal tunnel della Manica non si vedono i pesciolini di fuori. Poi magari mi viene in mente altro.

Di me medesima

Anna cinguetta

Errore: Verificare che l'account Twitter è public.

Tempi passati

Blog Stats

  • 22,644 hits

Flickr Photos

DSCN0958.JPG

DSCN0957.JPG

DSCN0956.JPG

DSCN0955.JPG

DSCN0954.JPG

DSCN0953.JPG

DSCN0952.JPG

DSCN0951.JPG

More Photos

RSS Anna prova a cinguettare

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.