La prima riflessione da fine periodo e’ sulla riscoperta delle parole.
Parlando e spesso pensando in un’altra lingua capita di tornare all’italiano in maniera differente, o magari di arrivarci tramite connessioni straniere strane e finire per chiamare le cose in modo diverso dal solito.
L’esperienza lavorativa a Londra non e’ stata per nulla piacevole. Per un’insieme di ragioni, per un’insieme di persone, quel classico insieme di circostanze per cui, anche se sarebbe facile, non puoi onestamente e lucidamente ascrivere la colpa ad una persona sola. Ci puo’ stare che sia anche colpa mia, probabilmente ho sbagliato ad accettare questo lavoro che sto lasciando, ma in un’ultima analisi penso che ci siano colpe innegabili di un altro insieme di persone. E quando ho detto che sai che c’e’ me ne vado, tutti o quasi a chiedermi scusa, hai ragione, effettivamente.
(perche’ premettiamo io sono contentissima del ricongiugimento famigliare e di andare a Parigi, ma sono furente per come sono andate le cose a Londra. Non avrei voluto decidere di andarmene ora)
E li’ ho capito il significato della parola soddisfazione. Quella che viene usata nei film sull’ottocento, quando qualcuno lancia il guanto, afferra l’arma e dice “voglio soddisfazione!!”.
Non avevo mai capito che cosa si intendesse per soddisfazione in quel contesto. Adesso lo so. Perche’ non me ne frega niente delle scuse, del mi dispiace, del grazie per, etc etc. Vorrei avere adesso ed in un colpo solo la soddisfazione che mi e’ stata negata, la piena restituzione del torto subito, dell’anno professionalmente buttato via. Come non e’ possibile, che temo il fioretto sia fuorilegge. Ma le scuse non bastano proprio, restano in superficie.









6 comments
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Luglio 1, 2009 a 5:06 am
nonsisamai
in un contesto completamente diverso, l’ho appena scoperto anch’io il significato di quell’espressione. avrei preferito continuare a ignorarlo. tanto la soddisfazione alla fine puoi dartela solo tu. ma che bello sarebbe…
comunque, cosa piu’ importante, ti faccio mille in bocca al lupo per la nuova avventura parigina, un abbraccio!
Luglio 1, 2009 a 8:31 pm
dancin' fool
già. mi piace questa cosa che dici. pure io qc problemino in qs campo. “soddisfazione”… eccome se la vorrei!
Luglio 2, 2009 a 4:14 pm
Nandina
la butto sul terra terra-
io a Parigi ho scoperto perchè nel medio evo si facevano duelli per il diritto di passare prima se ci si incontrava su un passaggio stretto.
E anche lì, sai la soddisfazione? ;))
Luglio 3, 2009 a 9:06 am
ABS
Sììì, affettali tutti! Immaginariamente, s’intende… :D
Luglio 5, 2009 a 11:56 pm
fEdE
Nanda, mi vuoi dire che faccio bene ad andare come un panzer in metro contro quelli che sostano di fronte alla porta!?!?!? Potresti darmi il “la” per tanta, tanta soddisfazione….. :)
Luglio 8, 2009 a 3:18 pm
Silvia
le scuse quasi mai sono balsamo delle ferite…ma il tempo sì.