In un tempo che fu un mio capo mi raccontava storielle acide sui consulenti nomadi, tipo “ti rendi conto di viaggiare troppo quando nel weekend te la prendi con tua moglie perche’ non ti mette il cioccolatino sul cuscino”. Storielle da anni 90, perche’ adesso col cavolo che trovi il cioccolatino.(sul gender issue non facciamoci neanche caso va’)

Ora, io stasera sono un po’ in conflitto con me stessa perche’ sto in un albergo a Dublino, anzi della periferia industriale di Dublino. Che dovendo passare una sola notte qua, tra il passeggio downtown ma con sveglia all’alba e una sera tranquilla chiusa in una camera accogliente di fianco a dove devo essere domattina, ho scelto la seconda. Di stare qua imbradipita sul letto, a godermi la tv e appunto imbradipire e sciogliere la steanchezza. Che quando arriva l’estate quassu’ il sole si alza alle cinque, e provaci a convincere il tuo organismo abitutato diversamente da 30 anni a che se c’e’ luce in stanza bisogna comunque dormire e non scattare in piedi. Sto distrutta, ho sonno, stanotte mi sono sognata di camminare con la testa tagliata (la mia testa camminava dietro di me, non ridete*) e poi che mi svegliavo in una stanza diversa dove non mi lasciavano dormire perche’ la donna delle pulizie doveva attaccare l’aspirapolvere e il cavo doveva passare da camera mia e io mi dovevo svegliare ma non riuscivo. E poi e’ un periodo intenso, con tutti sti cambiamenti e tutte le cose da digerire sul lavoro appena uno dice che se ne va.E poi son qua da sola per una notte sola e le previsioni del tempo davano pioggia (ovviamente c’era un gran sole invece).

Insomma, c’ho scusanti, ma se mi vedo da fuori che invece di Temple Bar che domani mi dovevo svegliare all’alba ho optato per la serata bradipo, mamma mia che tristezza. (oddio e non e’ la prima volta) Sto invecchiando, aiuto. Aiuto!

ps. se qualche psciologo apprendista vuole cimentarsi, entrate c’e’ posto