Cari,

nell’assenza è cambiato molto nel mondo delle Anne.

Nuovo stato europeo – ogni cosa è solo Francia ora.

Nuovo stato civile – sono Madame Hobbes, da poco poco.

Nuovo stato lavorativo – e sono sopravvisuta al primo mese e mezzo, felicemente.

E nuovo stato bloggoso

- ma questo l’avete voluto voi, da tradizione più volte ripetuta

La pausa ci voleva per non croniscrivere i cambiamenti ma viverli. Stare tre mesi senza quasi interagire con la blogopalla è servito a cercare di riprendere un po’ di voce, e rifocalizzare. Che le Anne sono un po’ così, a volte vanno su di giri, fondono, si disperdono e poi hanno bisogno di silenzio. Di ricercarsi. Poi spesso si ritrovano. Insomma, ci siamo ritrovate qua, in Francia e sposate, che è un inizio e una ripresa.

Benvenuti, cioè aggiornate i link che qua non si scrive più (se riesco a farmi convincere da blogspot)


Nobody feels any pain
Tonight as I stand inside the rain
Everybody knows
That baby’s got new clothes
But lately I’ve seen that her ribbon and her bows
Have fallen from her curls
(Bob Dylan- Just like a woman)

cari,

l’estate procede bene, intensa come deve essere a causa degli eventi che si susseguiranno in autunno. Purtroppo l’estate procede soprattutto offline perchè dall’italia dove starò quasi sempre faccio afffidamento non sulla blogindispensabile connessione flat ma o sull’assenza di connessione in montagna o sopratttuto sulla chiavetta a tempo limitato del babbo, e lo non voglio mandare sul lastrico blogleggendo e blogscrivendo che poi mi si ritorce contro.

Per cui, da figlia a modino mi devo congedare da voi  almeno per quello che riguarda una presenza assidua sia in lettura che in scrittura. (che non mi pare bello scrivere se non vi leggo, da buona tradizione).

Quando torno se torno e come torno, ve lo faccio sapere qua. Mi sento di dire che  non sparisco ma magari sarà una pausa da blogopalla estiva o anche un poco più. Che poi se vi manco proprio tanto o capitate da queste parti e volete sapere dove sta il miglior pub di londra o  che ne so ve la volete prendere con me per il mio uso improprio della grammatica italiana e della punteggiatura italiana fate pure. La mia mail blogghica sta da qualche parte su questa pagina ma ve la rimetto qua: anja.myselves@gmail.com.

ps semiprivatoche abusa di mezzo pubblico appunto che la connessione è quel che è : se qualcuno che legge qua mi sta facendo le macumbe perchè non mi faccio viva a voce, mi sa che mi potrei essere dimenticata di dire emh  che mesi fa ho lasciato in aereo il cell e  consequenti numeri di telefono italiani (io storditissima altro che eroina dei viaggi ai quatttroventi). il mio numero però per magilla me l’hanno ridato uguale,  per cui prego niente danze della pioggia ma telefonate. Son gradite. La mail  e derivati come si diceva, li si controlla ma molto meno che nella configurazione annabase.

Istruzioni per l’uso estivo delle anne date, statemi bene.

La prima riflessione da fine periodo e’ sulla riscoperta delle parole.

Parlando e spesso pensando in un’altra lingua capita di tornare all’italiano in maniera differente, o magari di arrivarci tramite connessioni straniere strane e finire per chiamare le cose in modo diverso dal solito.

L’esperienza lavorativa a Londra non e’ stata per nulla piacevole. Per un’insieme di ragioni, per un’insieme di persone, quel classico insieme di circostanze per cui, anche se sarebbe facile,  non puoi onestamente e lucidamente ascrivere la colpa ad una persona sola. Ci puo’ stare che sia anche colpa mia, probabilmente ho sbagliato ad accettare questo lavoro che sto lasciando, ma in un’ultima analisi penso che ci siano colpe innegabili di un altro insieme di persone. E quando ho detto che sai che c’e’ me ne vado, tutti o quasi a chiedermi scusa, hai ragione, effettivamente.

(perche’ premettiamo io sono contentissima del ricongiugimento famigliare e di andare a Parigi, ma sono furente per come sono andate le cose a Londra. Non avrei voluto decidere di andarmene  ora)

E li’ ho capito il significato della parola soddisfazione. Quella che viene usata nei film sull’ottocento, quando qualcuno lancia il guanto, afferra l’arma e dice “voglio soddisfazione!!”.

Non avevo mai capito che cosa si intendesse per soddisfazione in quel contesto. Adesso lo so. Perche’ non me ne frega niente delle scuse, del mi dispiace, del grazie per, etc etc. Vorrei avere adesso ed in un colpo solo la soddisfazione che mi e’ stata negata, la piena restituzione del torto subito, dell’anno professionalmente buttato via. Come non e’ possibile, che temo il fioretto sia fuorilegge. Ma  le scuse non bastano proprio, restano in superficie.

Il soggetto che chiamiamo A oggi è a casa a Parigi, domani va a Londra, dove sta una settimana  e deve svuotare camera e ufficio delle ultime cose. Da lì A andrà a nella velenosa brianza e dintorni  dove starà un paio di settimane a lavoricchiare e no. Dopodichè  il soggetto A insieme al soggetto MH scapperanno dalla cività verso le montagne per una settimana a scarpinare e poi torneranno a Parigi. Si aggiunga che il soggetto MH settimana prossima viene anche lui a Londra, ma poi torna in Francia prima di venire in Italia.

A parte il fatto  che cerchiamo di compensare sempre le emissioni di co2 sui voli e che i tratti fr/uk sono in treno.

Cerchi il candidato lettore di proporre un modello ottimale per organizzare la composizione dei bagagli in modo che il soggetto A e il soggetto MH abbiano sempre a disposizione l’abbigliamento e gli accessori adatti. Si considerino altresi i vincoli posti dalle autorità areonautiche e dalle piu’ comuni valigie.

Poi capite perchè non scrivo- ho i neuroni in fusione. Però ptima di chiudere/traslocare sto blog voglio scrivere tre post. Se non li scrivo mi si renda onore che almeno lo volevo fare.

Con affetto,

Anna lost nella pianificazione delle valigie

Grazie cari, delle risposte, di non avermi incitato a lasciare la blogopalla e di avermi attaccato l’incubo di pensare al nuovo titolo (per quanto ci siano ottimi candidati e pero anche un po’ di voglia di tornare a myselves). Mentre rifletto nella mai cosi estiva  londra e faccio valigie a tutto spiano vi mollo la colonna sonora. Sempre le scimmie artiche, senza alcun dubbio la migliore (mia) scoperta musicale dell’anno.

Let’s have a game on the teddy picker
“not quick enough can I have it quicker”
already thick and your getting thicker

Presuming all things are equal who’d want to be men of the people,
when there’s people like you

Si capisce, sono in pausa da motivazione blogghica. Aspettando che torni, please datemi una mano a decidere sta cosa.

Poi ovviamente faro’ come mi gira, ma al momento sono indecisa.

Il punto e’: che faccio di ‘sto blog quando fra tre settimane lascio Londra e non pendolo piu? Per tradizione le Anne quando cambiano indirizzo cambiano blog (minneanna , myselves, nellamanica), ma ammettiamo pure di sentire il richiamo di una maggiore stabilita’ blogghica. Ma dove? Cambio? Resto qua? Torno al passato? Passo a blogger? Smetto? Any hint is welcome. Adesso  provo a far partire il sondaggio, anche se in realta’ non so come funziona e se appare in quest post o uno dopo. Partecipate numerosi, o miei lettori gruppo di autoaiuto ingiustamente trascurati.

Ci sono cari, eh, va tutto abbastanza bene. Solo che quest’abbandono di Londra e del lavoro qua mi sta un po’ emotivamente prosciugando, per ragioni alcune ovvie e altre che ancora son da sentimentare. E’ appunto un periodo un po’ cosi, in cui si ha da assorbire cose prima di poterle risputare su tastiera.

Me ne duolgo come mio solito, credendo a chi mi diceva che quando non scrivo vuol dire che non sto bene, o che per star bene devo scrivere, non ricordo piu’ di preciso. Io per precisione star bene ho bisogno di scrivere, fare yoga, andare dal parrucchiere una volta alla settimana e magari pure  dall’estetista. E la palestra. Sono un po’ ad alto mantenimento, ne convengo. E in questo ultimo anno ho fatto poco di tutto, tiriamo insieme le conclusioni.

Insomma, si sta qua, si sedimenta e si cerca di riposare, che forse c’e’ di buono che ho imparato a riconoscere quando la tensione si accumula, e a limitare i contatti con il mondo finche non scumula. Attendiamo che scumuli, sedimentiamo e riposiamo.

‘notte

Io da quando ho visto Slumdog Millionaire ho problemi a chiamare il call center della 3 inglese. Il call center della 3 inglese e’ interamente spostato in india, non ci trovi un accento diverso nemmeno per sbaglio. Se hai fortuna, capisci. Se hai strafortuna, capiscono te. E comunque e’ tutto allucinant-surreale , ma questo l’ho gia’ detto (e ridetto)

Il punto e’ che da dopo Slumdog Millionaire ogni volta che li chiamo sono sospesa tra l’incazzatura base da chiamata al call center (non mi capiscono, mi propongono assurdita’) e l’empatia totale smisurata da post esperienza cinematografica (ma immaginati quel call center in india, avranno anche i cartellini delle vie londinesi come nel film?).

E’ surreale al cubo, passo dall’incazzatura da consumatore alla risata ebete e empatica. Oggi il tizio quando ha visto che ero italiana non mi mollava piu’, stavo facendo io a lui il call center della LonelyPLanna. Ah, perche’ l’Italia mi piace un sacco, la gente e’ cosi simpatica (..). Tempo altri tre secondi e mi toccava dargli il calciomercato.

Insomma secondo me il tizio del film ha fatto una buona azione. O quantomeno  la 3 dovrebbe dargli dei soldi, che almeno a me viene piu’ naturale essere gentile coi colzentarai*indiani. (*tamas ormai questa parola me la son presa)

No ascoltate, i post sul multiculturalismo variopinto della societa’  francese li facciamo un’altra volta. Oggi e’ solo per dire che qua fa un caldo bestia e appicicaticcio, che cosi’ caldo (28gradi) mai c’e’ stato manco in luglioda quando ci sono qua io. Oggi volevo andare in piscina e una volta arrivata li’ sono tornata indietro perche’ non solo c’era tutto il mondo (nb di lunedi alle due e mezzo di pomeriggio) ma perche’ avevano aperto il tetto e io con la carnagione verde schermo pallida senza una protezione solare minima non potevo pensare di nuotare sotto il sole a picco e sopravvivere.

Lo so che in Italia e’ peggio, ma qua fa piu’ notizia, insomma.

E’ quel posto verde dove i taxisti sono simpatici  hanno i santini sul parabrezza e salutano dicendo God bless you.

Poi speriamo che arrivi il volo che la notte in aeroporto a Dublino anche no thanks.

L’essenziale

Per casi belli della vita mi trovo a lavorare a Londra ma a stare quasi tutto il resto del tempo a Parigi. E ho scoperto che dal tunnel della Manica non si vedono i pesciolini di fuori. Poi magari mi viene in mente altro.

Di me medesima

Anna cinguetta

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